BASILICATA

I MIGLIORI VINI

La Basilicata è terra generosa in fatto di vini e nonostante la produzione sia assai frammentaria, molti sono i vini degni di nota e tra questi: l'Aglianico del Vulture. È senza dubbio tra i migliori vini prodotti in regione ed è anche l'unico a fregiarsi dal 1971 del marchio d.o.c.
Nella zona del Vulture (provincia di Potenza), da tempo immemorabile, si coltiva il vitigno Aglianico dalle cui uve si ottiene un vino che in passato ha rallegrato la mensa di dignitari e di re, un magnifico vino che si presta all’invecchiamento. Ha colore rosso rubino più o meno intenso o granato vivace, con riflessi arancione dopo l’invecchiamento; odore vinoso con profumo delicato, caratteristico, che migliora con l’invecchiamento; sapore asciutto, sapido, fresco, armonico, giustamente tannico, che tende al vellutato con l’invecchiamento; può essere anche leggermente amabile. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da arrosto. Invecchiamento obbligatorio: un anno. Con una gradazione minima di 12,5° e con un invecchiamento di almeno tre anni può essere qualificato "vecchio"; se invecchiato almeno cinque anni può portare in etichetta la qualifica "riserva". Viene prodotto anche nel tipo "spumante naturale".
Si hanno dei vini corposi e longevi, anche grazie ai sedimenti lasciati dal vulcano che sorgeva anticamente nella zona. Negli ultimi anni va sottolineato che da una vitivinicoltura artigianale si è passati a prodotti di qualità, grazie sopratutto ad alcuni produttori quali D’Angelo con il vino Canneto, ottenuto ovviamente con Aglianico in purezza, oppure Paternoster con il Don Anselmo, o Cantina del Notaio con La Firma.

Altra Doc di più recente riconoscimento è la TERRA DELL’ALTA VAL D’AGRI (D.D.4-9-2003, GU n.214 del 15-9-2003), in un'area poco estesa ed ubicata tra Moliterno e Viggiano. Qui la produzione ricorre soprattutto a vitigni internazionali, MERLOT e CABERNET SAUVIGNON, con aggiunta della MALVASIA DI BASILICATA nella versione rosato.

Vino Spumante Rosso d.o.c.

Ottenuto dalla spumantizzazione dell'Aglianico del Vulture, che può essere bevuto come aperitivo o su tutto il pasto e va servito freddo.

Aglianico di Matera

Prodotto nei comuni di Matera, Irsina e Tricarico con uve del vitigno Aglianico, Montepulciano e altre. Colore rosso rubino, sapore asciutto leggermente aromatico. Gradazione da 11,5° a 13°.

Aglianico di Ferrandina

Prodotto nel comune di Ferrandina con uve del vitigno Aglianico e altre in piccola percentuale. Colore rosso tendente al granato, sapore secco leggermente acidulo. Gradazione da 12° a 13°.

Asprino

Prodotto nel comune di Ruoti con uve del vitigno omonimo. Colore paglierino tendente al verde, sapore aspro, frizzante e leggero. Di basso tenore alcolico è un vino dissetante e diuretico. Buono per i pasti leggeri, si beve freddo.

Bianco Malvasia

Prodotto nella Pianura Metapontina con uve del vitigno Malvasia. Profumo fruttato e sapore asciutto. Si abbina bene ai piatti a base di pesce. Gradazione 12°. Cantina Sociale del Metapontino – Metaponto

Chardonnay Martino

Prodotto a Rionero in Vulture con uve del vitigno Chardonnay coltivate nella collina materana. Colore giallo paglierino, sapore fresco, profumo di uva. Adatto ai pranzi a base di pesce e frutti di mare. Gradazione 11,5°. Armando Martino - Rionero in Vulture

Chiaro di Aderenza

Prodotto ad Acerenza con uve del vitigno Aglianico vinificate in bianco. Colore paglierino tenue, profumo delicato e sapore asciutto armonico. Può essere bevuto come aperitivo o per pranzi a base di pesce. Gradazione 11,5°. Basilium S.c.r.l. - Acerenza

Lambrusco del Basento

Prodotto in provincia di Matera nella Valle del Basento con uve del vitigno Lambrusco Maestri. Colore rosso tendente al violaceo, profumo vinoso e sapore secco. Viene invecchiato in bottiglia. Si abbina bene alla cucina regionale. Gradazione 12°. Cantina Sociale del Metapontino - Metaponto

Malvasia del Vulture

Prodotto nella zona del Vulture con uve del vitigno Malvasia. Colore paglierino dorato, sapore lievemente amabile. Buono con la cucina regionale. Gradazione da 12° a 13°. F.lli D'Angelo - Rionero in Vulture / Paternoster - Barile

Moscato

Prodotto in varie zone della regione, ha colore giallo dorato, profumo muschiato, sapore dolce. È un vino da dessert. Paternoster - Barile

Rosato di Acerenza

Vino a denominazione di origine geografica prodotto nel comune di Acerenza, con uve del vitigno Aglianico parzialmente vinificate in bianco. Colore rosato, sapore asciutto. Si abbina bene ai primi piatti. Gradazione 11°. Basilium S.c.r.l. - Acerenza

Rosso della Basilicata

Prodotto a Viggiano con uve in prevalenza del vitigno Merlot in coltivazioni biologiche. Colore rosso rubino, sapore asciutto. Si abbina bene con i pranzi a base di carne. Gradazione 13,5°. Raffaele Pisani - Viggiano

Rosso di Roccanova

Prodotto nel comune di Roccanova con uve locali, è vino che aspira al marchio d.o.c. Colore rosso rubino, sapore asciutto. È indicato per i pranzi a base di carni rosse o bianche. Gradazione 12°.

Vulcanello bianco

Vino a denominazione di origine geografica prodotto a Rionero in Vulture con uve dei vitigni Malvasia di Candia, Greco di Tufo e altre locali. Colore bianco, sapore vinoso fresco. Buono nei pranzi a base di pesce. Gradazione 11,5°. Armando Martino - Rionero in Vulture

DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita
DOC = Denominazione di Origine Controllata
IGT = Indicazione Geografica Tipica
DOP
= Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Le DOC

  • line_weight AGLIANICO DEL VULTURE Rosso Spumante Naturale
    Zone: Comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo S. Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’ Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella.
    Produzione: Aglianico 100%
  • line_weight AGLIANICO DEL VULTURE Rosso Riserva
    Zone: Comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo S. Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’ Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella.
    Produzione: Aglianico 100%
  • line_weight AGLIANICO DEL VULTURE Rosso
    Zone: Comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo S. Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’ Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella.
    Produzione: Aglianico 100%
  • line_weight AGLIANICO DEL VULTURE VECCHIO
    Zone: Comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo S. Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’ Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella.
    Produzione: Aglianico 100%
  • line_weight TERRE DELL’ALTA VAL D’AGRI Rosato
    Zone: Vigneti ubicati nella provincia di Potenza ed inclusi nei territori dei comuni di Viggiano, Grumento Nova, Moliterno.
    Produzione: Merlot min 50%, Cabernet Sauvignon min 20%, Malvasia di Basilicata min 10%; possono concorrere altri vitigni a bacca rossa e a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la provincia di Potenza, fino max 20%.
  • line_weight TERRE DELL’ALTA VAL D’AGRI Rosso Riserva
    Zone: Vigneti ubicati nella provincia di Potenza ed inclusi nei territori dei comuni di Viggiano, Grumento Nova, Moliterno.
    Produzione: Merlot min 50%, Cabernet Sauvignon min 30%; possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la provincia di Potenza, max 20%
  • line_weight TERRE DELL’ALTA VAL D’AGRI Rosso
    Zone: Vigneti ubicati nella provincia di Potenza ed inclusi nei territori dei comuni di Viggiano, Grumento Nova, Moliterno.
    Produzione: Merlot min 50%, Cabernet Sauvignon min 30%; possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la provincia di Potenza, max 20%

L'Esperto consiglia

Pane di Matera

L'Indicazione Geografica Protetta "Pane di Matera" è propria del pane ottenuto mediante un antico sistema di lavorazione, tipicamente utilizzato dai panificatori del materano. Tale sistema prevede l’utilizzo esclusivo di semola di grano duro le cui caratteristiche qualitative devono essere in linea con specifici parametri. Almeno il 20% delle semole da utilizzare per la produzione del Pane di Matera deve provenire da vecchie varietà quali Cappelli, Duro Lucano, Capeiti, Appulo, coltivate nel territorio della Provincia di Matera. Non è ammessa semola derivante da organismi geneticamente modificati La zona di produzione del “Pane di Matera” comprende tutto il territorio della Provincia di Matera. Per l’ottenimento del "Pane di Matera" occorre attenersi scrupolosamente al processo di produzione che viene di seguito descritto. Preparazione del lievito madre (lievito naturale) 1 Kg. di farina W 300; 250 gr. di polpa di frutta tenuta prima a macerare in acqua (circa 250 cl.); Preparare un impasto elastico; Posizionarlo in un cilindro di yuta alto e stretto ed attendere che si raddoppi di volume (10/12 ore, a 28° centigradi circa) Successivamente, rimuovere l’impasto aggiungendo farina in quantità pari al peso ottenuto più il 40% di acqua; Ripetere questi rinnovi per svariate volte fino all’ottenimento di un impasto che lieviti in 3 ore circa. Il lievito madre può essere utilizzato al massimo per 3 rinnovi. Il rinnovo consiste nell’utilizzare parte dell’impasto originario, precedentemente lievitato, in aggiunta ad un altro impasto di semola ed acqua da far lievitare per la panificazione successiva. Le quantità percentuali di lievito, di semola e di acqua, in relazione all’impasto, sono rispettivamente: 7,5% - 46,25% - 46,25%. I tre rinnovi consentono di aumentare la massa fermentata mediante l’aggiunta di acqua e semola rimacinata di grano duro nelle percentuale del 15-25% rispetto al quantitativo di semola rimacinata di grano duro da impastare. Al termine della lievitazione un’aliquota dell’impasto (variabile dall’1,2 all’1,8% sempre in funzione delle temperature) viene conservata a 4°C per la produzione successiva. Nella preparazione dell’impasto è consentito l’utilizzo di lievito compresso (saccaromices cerevisiae) in quantità che non superi l’1%. Gli ingredienti vanno messi ad impastare nell'impastatrice per 30' circa. Naturalmente, il tempo può variare a seconda della quantità dell'impasto. Dopo l'impasto, occorre lasciare lievitare il pastone in vasca per circa 30', avendo l'accortezza di coprirlo con tele di cotone o lana. Ciò consente di ottenere lievitazione e temperatura omogenee. Successivamente si procede a costituire ed a pesare le preforme di 1,2 Kg e di 2,4 Kg per ottenere, rispettivamente, un prodotto finale di 1 o 2 Kg. Queste preforme, previa una prima modellatura da eseguirsi manualmente, vengono lasciate riposare per circa 30' su tavole di legno ricoprendole con una tela di cotone. Dopo una lievitazione finale per circa 30', le preforme si mettono a cottura in forni a legna oppure a gas. Il tempo di cottura varia in relazione alla pezzatura. Più precisamente, per le forme da 1 Kg il tempo di cottura è di 2 ore nel forno a legna e di 1.5 ore nei forni a riscaldamento indiretto. Nel forno a legna, dopo un'ora e mezza di cottura si apre la bocca per circa 10'-30' in modo che fuoriesca il vapore; successivamente si richiude e si lascia cuocere per un'altra mezzora. Nei forni a gas, invece, dopo un'ora si aprono le valvole di sfogo per la fuoriuscita del vapore. Si richiude il forno per un'altra mezz'ora con le valvole aperte. Il prodotto così ottenuto, grazie agli ingredienti da utilizzare ed alla specificità del processo di lavorazione si caratterizza per un colore giallo, una porosità tipica e molto difforme (con pori all’interno del pane con un diametro variabile da 2-3 mm. fino anche a 60 mm. ed oltre), un sapore ed un odore estremamente caratteristico e per la specificità delle semole provenienti dalle vecchie cultivar di grano). La conservabilità del pane così ottenuto può raggiungere in media i 6 giorni di tempo indipendentemente dal tipo di forno utilizzato per la cottura (Forno a gas, Forno a legna). Nel caso in cui si utilizzi il forno a legna, occorre impiegare essenze legnose autoctone e non riciclate.

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