SICILIA

I MIGLIORI VINI

La Sicilia vitivinicola in virtù delle sue condizioni pedoclimatiche è spesso paragonata ad un serbatoio da cui attingere le risorse genetiche indispensabili per tipicizzare la produzione enologica e consolidare la posizione sui mercati nazionali ed esteri.
Se in passato i vitigni autoctoni isolani sono stati spesso impiegati per produrre vini senza pretese da utilizzare per il taglio di altri vini nazionali ed esteri, oggi i produttori e le Istituzioni regionali hanno capito che per sostenere il "miracolo Sicilia" in campo vitivinicolo è necessario assecondare le nuove tendenze enologiche improntate ad una forte richiesta di tipicità.

La superficie vitata nell’Isola si attesta attorno ai 138 mila ettari con una produzione che supera i 7 milioni di ettolitri di vino. Da sottolineare che nel 2003 (ultimi dati disponibili) la produzione di IGT, DOC e DOCG ha toccato i 365.563 ettolitri, con una produzione media nel quinquennio di 239 mila ettolitri, ossia l’1,8% del dato nazionale.

La Sicilia, che comunque vanta al suo attivo ben 19 DOC, punta soprattutto sulla qualificazione del marchio aziendale, un esempio tra tutti: il Corvo di Duca di Salaparuta che produce un vino IGT,che gli permette di raccogliere le uve su tutto il territorio siciliano, anche al di fuori delle zone indicate dal disciplinare.

Nel comprensorio di Messina c'è la DOC Faro dove si produce vino rosso in quantità non elevata utilizzando la famiglia del vitigno Nerello nelle versioni Mascalese e Cappuccio ed i suoi biotipi (cloni). In questa zona c'è una forte insolazione che con la vinificazione si traduce in grossa concentrazione di colore e sostanze, calore alcolico e longevità, e nonostante la ridotta produzione si hanno vini con importanti riconoscimenti (es: FARO Palari).
Andando da oriente ad occidente troviamo Nero d'Avola e Frappato (affine al Gaglioppo che si trova in Calabria) i quali gradualmente prendono il posto del Nerello.

Scendendo alle pendici dell'Etna, zona dalle origini vitivinicole antichissime, sulla parte che declina verso il mare abbiamo la prima DOC riconosciuta alla Sicilia, la Etna, con produzione sia di bianco che di rosso. Come sul Vesuvio, anche qui troviamo impianti ad alberello pre-fillossera in quanto la compattezza del terreno non permette a questo parassita di intaccare le radici. Il rosso si produce con le varietà di Nerello mentre per il bianco si usano vitigni autoctoni come Carricante e Catarratto (quest'ultimo copre il 40% della produzione, è il 3° vitigno italiano come diffusione dopo Sangiovese e Trebbiano).


Scendendo verso sud giungiamo nella zona dei moscati: le DOC Moscato di Noto e Moscato di Siracusa, entrambe producono poco con il vitigno Moscato Bianco. La Moscato di Siracusa è stata addirittura a rischio revoca perché è rimasto un solo produttore, Pupillo, che produce un moscato naturale con surmaturazione in vigna e una versione passita che si chiama Solacium. A queste due DOC se ne sovrappone una più recente, la Eloro, nata per controllare una produzione massiccia nel posto più a sud d'Italia. Nella sottozona di Pachino c'è l'epicentro delle uve da taglio (oltre alla nota produzione di pomodorini) e la realizzazione di una versione rosso riserva con Nero d'Avola, Frappato e Perricone chiamato anche Pignatello .
Il Nero d'Avola ha una forte similitudine con il Syrah (o Shiraz come lo chiamano gli Australiani), una teoria dice che provenga da Shiraz in Iran, un'altra afferma invece che sia addirittura originario di Siracusa.

La DOC Cerasuolo di Vittoria deve la sua denominazione non alla produzione di vino rosato bensì alla realizzazione di un rosso molto carico il cui colore ricorda quello delle ciliegie tipiche di queste parti. Il vitigno più usato è il Frappato e la bontà di questi vini è la facile bevibilità perché non sono eccessivamente tannici né troppo acidi, ma di una certa morbidezza. Tra i produttori da segnalare c'è Valle dell'Àcate.

Nel centro dell'isola c'è la DOC Contea di Sclafani, una denominazione spinta da realtà aziendali. Qui risiede un grosso produttore fuori dalla denominazione, Regaleali, che punta su vitigni internazionali: il grande successo è stato ottenuto con il Cabernet Sauvignon ma soprattutto con lo Chardonnay che è uno dei migliori d'Italia con una concentrazione ed un corredo aromatico intenso (nel '91 fu addiruttura prodotta una versione con uve colpite da Botrytis).

Stesso discorso si può fare per l'area di Palermo dove non ci sono DOC ma c'è un importantissimo produttore, Duca di Salaparuta, nel comune di Casteldaccia, il quale arriva fino a 10 milioni di bottiglie utilizzando sia vitigni autoctoni che internazionali. Non avendo riferimenti con le DOC può utilizzare uve provenienti da gran parte dell'isola (bianche da ovest, rosse da sud). Il vino più importante dell'azienda è un Nero d'Avola in purezza, il Duca Enrico, mentre è da citare per i bianchi il Colomba Platino.

Altra realtà legata alla presenza di un grosso produttore è la piccola DOC Contessa Entellìna, con bianchi ottenuti da Ansonica, Catarratto, Grecanico e rossi da Calabrese, Nero d'Avola e Syrah. Il produttori di riferimento sono Donnafugata e Rapitalà. Il prodotto di maggior pregio di Donnafugata è il Contessa Entellina Chiarandà del Merlo, bianco elegante affinato in barrique, ma altro vino di punta è senza dubbio il Mille e una Notte, Nero d'Avola in purezza.

Ennesima grande etichetta i cui prodotti fuori dalle DOC sono pluridecorati è Planeta, con vini di punta quali il Santa Cecilia (100% Nero d'Avola) e il Merlot. L'azienda ha i suoi siti produttivi in tutte le principali aree vitivinicole del sud dell'isola, da Menfi fino a Noto.

La Alcamo o Bianco di Alcamo, DOC dal '72, rinomata per i suoi vini già nell'800, produce vini bianchi di moderata gradazione alcolica e freschi, ottenuti da Catarratto Bianco, Inzolia, Grillo e Grecanico.

La DOC Marsala è quella del vino più storico che va a braccetto con altri vini speciali come Porto, Sherry e Madeira. Nel XVIII secolo gli Inglesi modificarono il vino originale perché, per farlo arrivare in patria, John Woodhouse fece aggiungere dell'alcol per stabilizzarlo ed evitare lo spunto acetico.
A seconda del grado alcolico (min.17%) e della durata dell'invecchiamento (min. 1 anno) si hanno i tipi Fine/Superiore/Superiore riserva, Vergine o Soleras (con il metodo delle botti a caduta),Soleras stravecchio (>10 anni). I vitigni che concorrono all'uvaggio sono soprattutto Inzolia, Grillo, Catarratto Bianco Lucido e Pignatello, ai quali viene aggiunto sifone o mistella per l'alcolizzazione . Il Marsala sarebbe un vino invidiabile se non fosse banalizzato da certe aromatizzazioni (es: uovo, nocciola) che ne impoveriscono la qualità. Con i produttori Samperi e DeBartoli si sta tornando a livelli qualitativi elevati.

A nord-est c'è la realtà della DOC Malvasia delle Lipari, copre l'arcipelago delle Eolie e dà vini bianchi aromatici dolci, passiti e liquorosi, dai vitigni Malvasia e Corinto Nero. Il produttore storico è Carlo Hauner con sede principale a Salina(ME).

Analoghe intensità olfattive e cromatiche si trovano nell'isola di Pantelleria con la DOC Moscato di Pantelleria o Passito di Pantelleria dove il vitigno utilizzato è un moscato originario dell'Africa settentrionale, il Moscato di Alessandria, meglio conosciuto con il nome di Zibibbo (dall'arabo "zebib" che significa "uva secca").
Il Passito di Pantelleria somiglia anche ad alcuni Sherry Oloroso (circa 16% di alcol). Nell'isola di Pantelleria ritroviamo l'azienda Donnafugata con un vino che per ben due anni consecutivi ha ottenuto i 5 grappoli AIS: il Ben Ryè (in arabo "figlio del vento"). Anche Salvatore Murana produce un grandissimo vino, il Martingana, e fa accompagnare le degustazioni con dei fagottini preparati con la stessa uva utilizzata per vinificare.

Una DOC recente, riconosciuta con D.M. del 23/07/2001, è la Riesi. La sua area di produzione comprende, i comuni di Mazzarino, Butera e naturalmente Riesi, in provincia di Caltanissetta, e sono previste le versioni bianco, rosso, rosato, spumante e vendemmia tardiva. Il Riesi Bianco, delicato e sapido, si ottiene da Inzolia e Chardonnay, che concorrono anche alle versioni spumante e vendemmia tardiva, mentre il Riesi Rosso proviene da Nero d'Avola e Cabernet Sauvignon. La versione superiore si ottiene con almeno l'85% di Nero d'Avola, e il rosato da uve Nero d'Avola (50-57%) e Nerello Mascalese e/o Cabernet Sauvignon (25-50%).

Altre DOC di interesse minore sono Sciacca, Santa Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia, tutte in provincia di Agrigento, e Menfi che oltre al comune omonimo, ne comprende altri in provincia di Trapani e Agrigento. Anche qui ritroviamo il Grecanico, l'Inzolia, il Catarratto, ma anche lo Chardonnay come bianchi, Nero d'Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot per i rossi.

 

DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita
DOC = Denominazione di Origine Controllata
IGT = Indicazione Geografica Tipica
DOP
= Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Le DOC

  • line_weight ALCAMO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ALCAMO Bianco
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CONTEA DI SCLAFANI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CONTESSA ENTELLINA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight DELIA NIVOLELLI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ELORO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ERICE
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ETNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight FARO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MALVASIA DELLE LIPARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MAMERTINO/MAMERTINO DI MILAZZO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MARSALA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MENFI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MONREALE
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI NOTO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI PANTELLERIA / PASSITO DI PANTELLERIA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI SIRACUSA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight RIESI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SALAPARUTA Bianco
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Catarratto min 60%, altri vitigni stessa bacca, ammessi in Sicilia, escluso il Trebbiano Toscano
  • line_weight SALAPARUTA Cabernet Sauvignon Riserva
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Cabernet Sauvignon min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Cabernet Sauvignon
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Cabernet Sauvignon min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Catarratto
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Catarratto min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia, escluso il Trebbiano Toscano
  • line_weight SALAPARUTA Chardonnay
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Chardonnay min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia, escluso il Trebbiano Toscano
  • line_weight SALAPARUTA Grillo
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Grillo min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia, escluso il Trebbiano Toscano
  • line_weight SALAPARUTA Inzolia
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Inzolia min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia, escluso il Trebbiano Toscano
  • line_weight SALAPARUTA Merlot Riserva
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Merlot min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Merlot
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Merlot min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Nero d'Avola
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Nero d’Avola min 85%, altri vitigni con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Nero d’Avola Riserva
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Nero d’Avola min 85%, altri vitigni con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Rosso Novello
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Nero d’Avola min 50%, Merlot min.20%, altri vitigni non aromatici, stessa bacca, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Rosso
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Nero d’Avola min 65%, altri vitigni stessa bacca, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Rosso Riserva
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Nero d’Avola min 65%, altri vitigni stessa bacca, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Syrah Riserva
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Syrah min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SALAPARUTA Syrah
    Zone: Comune di Salaparuta
    Produzione: Syrah min 85%, altri vitigni non aromatici con bacca di colore analogo, ammessi in Sicilia
  • line_weight SAMBUCA DI SICILIA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SANTA MARGHERITA DI BELICE
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SCIACCA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VITTORIA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CERASUOLO DI VITTORIA Rosso
    Zone: Territori delle province limitrofe di Catania, Ragusa e Caltanissetta
    Produzione: Nero d’Avola 50-70%, Frappato 30-50%
  • line_weight CERASUOLO DI VITTORIA Rosso Classico
    Zone: Territorio dei comuni di Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, e parte del territorio di Niscemi e Gela, in provincia di Caltanissetta, Caltagirone e Licodia Eubea, in provincia di Catania
    Produzione: Nero d’Avola 50-70%, Frappato 30-50%

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CACIOCAVALLO RAGUSANO

Il caciocavallo Ragusano DOP (chiamato in dialetto anche "scaluni" o "pruvuluni") ha una tipica forma rettangolare (altezza 13-15 cm e lunghezza 40-45 cm), pesa normalmente più di 10 chili. La zona di produzione è la provincia di Ragusa in Sicilia. Viene prodotto con latte vaccino intero ottenuto da mucche di razza Modicana allevate prevalentemente allo stato brado. Tipo di formaggio: a pasta compatta morbida. Il latte viene filtrato in un grande recipiente di legno - spesso fasciato in rame - e viene aggiunta la pasta di caglio d'agnello o di capretto. La cagliata è pronta dopo più di un'ora: viene rotta in granuli della dimensione di una lenticchia con un'asta di legno che termina a forma di disco. Contemporaneamente, viene aggiunta acqua a 80°C, per una prima cottura; quindi, la cagliata viene depositata dentro dei canestri da cui viene fatto uscire il siero. Di seguito, viene eseguita una seconda cottura della cagliata, sempre a 80°C, che termina dopo un paio d'ore, utilizzando la scotta, residuo della ricotta. Infine, la cagliata viene riposta nei canestri per completare il filtraggio del siero e qui viene lasciata riposare per venti ore per far maturare il giusto grado di acidità e il sapore. Dopo questo tempo la pasta densa viene tagliata a fette e posta nello staccio, un altro recipiente in legno o in rame su cui viene versata acqua calda che serve a far filare la pasta. Le forme vengono immerse, poi, in piccole vasche di acqua e di sale per la prima salatura. Possono restare in questo stato di salamoia da due o otto giorni, a seconda del peso delle forme. Infine, vengono portati alla stagionatura (spesso in locali ricavati da grotte naturali). Nei centri di stagionatura avviene la seconda salatura, che dura circa trenta giorni. Al termine di questa fase le forme vengono a coppie a cavallo di travi di legno e controllate periodicamente. Il "Ragusano" viene lasciato maturare per un periodo che va da quattro mesi ad un anno, in base al tipo desiderato.

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