MARCHE

I MIGLIORI VINI

La vite nelle Marche è la coltura arborea principale con circa 23.000 ha, di cui il 48% è iscritta negli albi dei vigneti per la produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata. Di questa superfice circa il 50% è rivendicata come D.O.C. È sempre stata coltivata in tutta la regione e la sua funzione è insostituibile specialmente per la utilizzazione dei terreni collinari. La zona più densamente vitata è quella della provincia di Ascoli Piceno, ma in provincia di Ancona e nella parte interna di quella di Macerata, si coltiva il Verdicchio, che rappresenta da tempo la migliore espressione enologica e commerciale marchigiana.
Il paesaggio marchigiano è caratterizzato da una estrema variabilità e si estende tra l’Appennino ed il mare: i massicci appenninici degradano verso il litorale adriatico attraverso colline dolci e movimentate, solcate da valli più o meno ampie. Dal punto di vista orografico, la superficie territoriale, di ettari 969.174, in base alla altitudine è così ripartita: montagna 36%, collina 53%, pianura 11%. La collina è prevalentemente argillosa, la pianura è costituita da terreno alluvionale abbastanza ricco. Il clima è caratterizzato da piovosità mal distribuita: la siccità estiva è ricorrente; dannosi talvolta sono i ritorni di freddo primaverili. Ad eccezione delle terre alluvionali pianeggianti lungo le tredici valli che solcano il territorio dall’Appennino al mare, ove si svolge attività agricola prevalentemente volta alle colture orticole e frutticole in forma intensiva e specializzata, il resto è collina e montagna. La collina di medio impasto e sciolta, riparata dai venti di mare, favorita dalla luminosità e dalla buona esposizione, è particolarmente vocata per la vite. Fin dai tempi antichi infatti, la vite ha avuto grande diffusione con prodotti anche di pregio in zone vocate, ma per l’importante ruolo socio-economico che ha rivestito, si è dilatata anche oltre le zone di elezione. La gamma dei vitigni era estesa e diversificata, non tutta di qualità e le viti venivano allevate nelle forme più atte alla quantità che alla qualità; si trattava della viticoltura promiscua che veniva espressa con modelli estremamente differenziati. La produzione soddisfaceva infatti anche le esigenze di “autosufficienza” famigliare della famiglia mezzadrile e diretto coltivatrice. Per quanto la coltura della vite sia da sempre presente nel territorio marchigiano,la sua razionalizzazione è iniziata in tempi relativamente recenti, e cioè a partire dagli anni ‘60, con l’applicazione della disciplina sulla tutela giuridica delle denominazioni di origine controllata. L’applicazione di tale disciplina ha così condotto dal 1963 ad oggi al riconoscimento di undici Denominazioni di Origine Controllata.

La prima DOC nella quale ci imbattiamo venendo da nord è quella dei COLLI PESARESI (Pesaro, Urbino, Fano). Qui i vini sono prodotti prevalentemente con il SANGIOVESE per quanto riguarda i rossi e con il TREBBIANO per i bianchi, con una continuità protoplasmatica con la Romagna.
Il rosso non è particolarmente strutturato né adatto all'invecchiamento, e si abbina bene alla gamma dei salumi del luogo, uno fra tutti il ciauscolo. Esiste però una sottozona dove c'è un corpo maggiore dovuto alla minore resa per ettaro (circa 90q per ettaro), la FOCARA. Stesso discorso presente per i bianchi con la sottozona RONCAGLIA.
A questa DOC se ne sovrappone un'altra, la BIANCHELLO DEL METAURO, dove si produceun bianco leggero con il vitigno BIANCHELLO, localmente chiamato BIANCAME, della famiglia del TREBBIANO. In entrambe le sottozone vengono utilizzati vitigni internazionali.

Scendendo un po' a sud, nell'interno, incontriamo le DOC tra le quali si distribuisce il vitigno VERDICCHIO, la VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI e la VERDICCHIO DI MATELICA tra Ancona e Macerata. Il nome VERDICCHIO, come per il VERDELLO, il VERDISO, ecc. è riferito al colore della buccia che è verde e non al colore del vino.
Nella zona dei Castelli di Jesi è da stabilire quanto il Verdicchio abbia reso famosa l'azienda Fazi Battaglia o viceversa, e anche quanto della sua notorietà vada attribuito alla classica bottiglia ad anfora (tipica dei vini provenzali). L'uso di questa bottiglia risale al 1953 quando il nonno degli attuali proprietari (l'architetto Antonio Maiocchi) fece un concorso di design che fu vinto dall'anforetta Titolus.
Per il Verdicchio si sta facendo molto dal punto di vista enologico perché si è visto che questo vitigno ha un corredo di struttura che può mirare a vini diversi e anche ad invecchiamento di 4/5 anni (es.: S.Sisto di Fazi Battaglia) .

Verso Matelica (Fabriano), dove si coltiva ad una maggiore altitudine, troviamo un Verdicchio che dà un vino con corpo e gradazione alcolica maggiori e un'acidità più bassa. Nel 1995 è stato prodotto un Verdicchio Di Matelica con 14%, 6,5 di acidità fissa e 3,35 di pH (i grandi rossi arrivano a 3,44), quasi al livello dei grandi Borgogna.

In provincia di Ancona nella zona costiera troviamo la DOC ROSSO CONERO con un rosso prodotto con MONTEPULCIANO e SANGIOVESE, tipici vitigni dell'Italia centrale. Questa zona è molto vocata per i rossi che in alcuni casi possono sfidare addirittura i toscani. In genere si tratta comunque di vini di decisa affidabilità.

Spostandoci nell'entroterra c'è la recente DOCG VERNACCIA DI SERRAPETRONA, una realtà di vino rosso spumante. Anche in questo caso il termine VERNACCIA deriva da "vernacolum" e sta ad indicare che si tratta di un vitigno del luogo. Non ha quindi alcuna parentela con altre vernacce (es.: San Gimignano, Vernatch [Schiava], ecc.).
Nella zona di S.Severino e Serrapetrona le uve non arrivano ad eccessiva maturazione e vengono messe ad appassire cercando di ottenere più zucchero da far fermentare. Un po' di zucchero però rimane, data l'altitudine di queste parti (600m circa), e con i primi caldi riparte la fermentazione creando della CO2 e quindi un rosso dolce spumantizzato. L'abbinamento ideale di questo spumante è la crostata di visciole, che peraltro richiama i sentori del vino di frutti di bosco sotto spirito. Oggi è stata superata l'approssimazione della fermentazione spontanea e si produce prevalentemente con il metodo Charmat (tra i produttori ci sono Fabrini e Quacquarini).

Altra DOC è la LACRIMA DI MORRO D'ALBA, con un rosso prodotto dal vitigno autoctono LACRIMA. La DOC ROSSO PICENO dà vini rossi non particolarmente elevati dal punto di vista qualitativo. Stesso discorso per la DOC FALERIO DEI COLLI ASCOLANI, dove però si può citare la presenza di due particolari vitigni autoctoni, il PECORINO e la PASSERINA. Una DOC più recente è la ESINO che comprende le intere provincie di Ancona e Macerata.

DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita
DOC = Denominazione di Origine Controllata
IGT = Indicazione Geografica Tipica
DOP
= Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Le DOC

  • line_weight BIANCHELLO DEL METAURO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight COLLI MACERATESI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight COLLI PESARESI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ESINO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight FALERIO DEI COLLI ASCOLANI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight I TERRENI DI S.SEVERINO MORO
    Zone: Intero territorio amministrativo del comune di San Severino Marche, in provincia di Macerata
    Produzione: Montepulciano: minimo 60%; possono concorrere vino tutte le varietà a bacca nera, non aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Marche, fino ad un massimo del 40%
  • line_weight I TERRENI DI S.SEVERINO Rosso
    Zone: Intero territorio amministrativo del comune di San Severino Marche, in provincia di Macerata
    Produzione: Vernaccia nera: minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detto vino tutte le varietà a bacca nera, non aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Marche, congiuntamente o disgiuntamente, fino ad un massimo del 50%
  • line_weight I TERRENI DI S.SEVERINO Rosso Superiore
    Zone: Intero territorio amministrativo del comune di San Severino Marche, in provincia di Macerata
    Produzione: Vernaccia nera: minimo 50%; possono concorrere alla produzione di detto vino tutte le varietà a bacca nera, non aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Marche, congiuntamente o disgiuntamente, fino ad un massimo del 50%
  • line_weight LACRIMA DI MORRO / LACRIMA DI MORRO D’ALBA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight OFFIDA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ROSSO CONERO Rosso
    Zone: L’intero territorio comunale di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo compreso tra la zona suddetta e la linea di demarcazione che parte dal confine di Numana
    Produzione: Montepulciano min.85%, più altri vitigni non aromatici a bacca rossa
  • line_weight ROSSO PICENO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SERRAPETRONA Rosso
    Zone: Territorio del comune di Serrapetrona e in parte quello dei comunidi Belforte del Chienti e di San Severino Marche
    Produzione: Vernaccia nera min.85% altri vitigni a bacca nera, non aromatici, racc.autor. provincia di MC
  • line_weight VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VERDICCHIO DI MATELICA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CONERO Rosso Riserva
    Zone: Intero territorio comunale di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo compreso tra la zona suddetta e la linea di demarcazione che parte dal confine di Numana.
    Produzione: Montepulciano minimo 85%, Sangiovese massimo 15%
  • line_weight VERNACCIA DI SERRAPETRONA Rosso Spumante Secco
    Zone: Tutto il territorio del comune di Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche.
    Produzione: Vernaccia Nera min. 85% vitigni a bacca rossa della provincia di Macerata, da soli o congiuntamente, max 15%
  • line_weight VERNACCIA DI SERRAPETRONA Rosso Spumante Dolce
    Zone: Tutto il territorio del comune di Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche.
    Produzione: Vernaccia Nera min. 85% vitigni a bacca rossa della provincia di Macerata, da soli o congiuntamente, max 15%

L'Esperto consiglia

Casciotta di Urbino

La Casciotta di Urbino è un formaggio a pasta semi-cotta, ottenuto con il 70-80% di latte di pecora intero e il 20-30% di latte vaccino. Ha forma cilindrica di piccole dimensioni con facce arrotondate, crosta sottile, di colore paglierino ad avvenuta maturazione. La pasta è compatta e friabile con lieve occhiatura, al taglio il colore risulta bianco-paglierino. Il sapore è dolce e persistente caratteristico delle particolari procedure di produzione, il prodotto è utilizzato come formaggio da tavola.

Scopri le caratteristiche dei
prodotti tipici di questa regione
!