Anguria ragusana

Caratteristiche e dettagli

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Il cocomero è ricchissimo di acqua (quasi il 95%), contiene abbondante vitamina C e più modesti quantitativi di A e B. Contrariamente a quanto si ritiene scarsa è la quantità di zuccheri (4-5%).
Nel Ragusano si producono relativamente poche angurie, sia per mancanza di terreni adatti, sia per mancanza di aree libere, sia infine per importazioni massicce da altre regioni a prezzi concorrenziali. Le coltivazioni, naturalmente, sono attuate in pieno campo. Superficie di produzione: 53,33 ettari. Quintali prodotti: 8.883.

Questo frutto sembra di origine africana: ciò che risulta certo è la sua coltivazione nella valle del Nilo ai tempi degli antichi faraoni, come attestato da incisioni dell’epoca. Nel tardo greco fu chiamato angurion, trasformato poi nel bizantino aggoiron (da cui l’origine del termine anguria); mentre i latini lo indicarono con cucumis, sulla cui radice si fonda l’attuale nome cocomero, utilizzato in alcune regioni italiane. Nel dialetto siciliano lo si identifica come “melone d’acqua”.
L’anguria si consuma al naturale e si presta felicemente come ingrediente per macedonie o insalate di frutta, tagliata a dadolini o a palline mediante apposito attrezzo. Col succo di questo ortaggio si può preparare un tipico dolce siciliano (gelo di melone); mescolato a zucchero e con l’aggiunta di amido per dolci, si otterrà un classico budino che verrà arricchito con graniglia di cioccolata.

Zone di produzione:  Ragusa e la sua provincia.

Classificazione: 

DOP = Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Descrizioni ed informazioni tratte da Slowfood, Qualivita, Agraria.org

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