Cetriolo ragusano

Caratteristiche e dettagli

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È l’ortaggio che ha il più alto valore di proteine; modestissimi i grassi, discreti gli idrati di carbonio. Buoni i valori in vitamine e sali minerali. Nel suo complesso, quindi, il cetriolo ha scarso valore alimentare: ma ha un gradevole aroma e, se si vuole pensarla come gli antichi, è un ortaggio-farmaco, perché stilla umore appena affettato, mantenendo la bocca, la lingua ed il ventre ben freschi ed irrorati. In provincia, viene coltivato quasi esclusivamente sotto terra per essere offerto al mercato quale primizia. Superficie di produzione: 183,33 ettari. Quintali prodotti: 56.000 (in ambiente protetto).

Pianta annuale conosciuta fin dai tempi più antichi (è citato il suo frutto sulla Bibbia). Teofrasto annotava di conoscerne cinque varietà. L’imperatore Tiberio lo aveva a frutto prediletto, tanto che lo faceva coltivare tutto l’anno in speciali serre protette. In lingua latina era chiamato Citrium per via del colore della buccia, radice dell’attuale nome. Non ha avuto molte fortune nei secoli passati, ma sono state riscoperte le sue qualità solo in epoca moderna.

Zone di produzione:  Ragusa e la sua provincia.

Classificazione: 

DOP = Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Descrizioni ed informazioni tratte da Slowfood, Qualivita, Agraria.org

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