Melone cartucciaro di Paceco

Caratteristiche e dettagli

Vuoi conoscere tutti i migliori prodotti di questa regione? Clicca qui!

Agli inizi del 1600 la coltivazione dei meloni era molto diffusa nei comuni agricoli vicini a Trapani. In un testo del 1609, “Storia di un borgo feudale del Seicento”, si legge che “questa gente avesse la specialità della coltivazione dei melloni” e un altro testo di uno storico locale della metà dell'Ottocento riporta che "Paceco, oltre alla coltura estensiva dei cereali presentava per larghi tratti alberi di olivo, vigneti e distesi campi di melone". Dopo la raccolta più "tardiva" (cioè quella dei meloni maturati dalla metà di settembre in poi) si riponevano sulle terrazze oppure si appendevano ai balconi e non si toccavano più fino a Natale quando, durante le feste, si tagliavano e si riscoprivano dolci e succosi.
La coltivazione del melone giallo ha avuto la sua massima espansione dagli anni ’70 agli ’80, seguita da una forte riduzione delle superfici causata dalla concorrenzialità dei meloni appartenenti a nuove varietà e di ibridi a buccia gialla molto simili alla vista: solo un contadino potrebbe distinguerle. Sono tutti quanti gialli ma il cartucciaro è un poco più allungato del comune Helios, meno regolare e perfetto, e ha la punta un poco ricurva. Le nuove varietà si sono affermate per la loro maggiore produttività e per la resistenza genetica a diversi agenti patogeni. La Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo negli anni passati ha iniziato a riselezionare il seme originario dell'ecotipo cartucciaro di Paceco e, grazie alla disponibilità di alcuni contadini, sono stati avviati campi sperimentali. Il lavoro non è ancora concluso, si sta cercando di isolare a ogni raccolto le piantine migliori per arrivare ad avere sementi resistenti e in grado di produrre meloni dalle caratteristiche il più possibile costanti.
Il cartucciario si semina a scalare da aprile a settembre e si raccoglie dopo 120 giorni dalla semina, a partire dal mese di giugno. La sua caratteristica più notevole è la serbevolezza. Il Presidio, che riunisce tre agricoltori, vuole recuperare la tradizione della conservazione (che si svolge oggi in ambienti asciutti e freschi): rinviare il momento della vendita fino al periodo festivo invernale consente di spuntare un prezzo più alto sul mercato e più remunerativo per i produttori.

Presidio sostenuto da
Regione Siciliana Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste
Responsabile del Presidio
Filippo Salerno, tel. 0923 873844 - 347 6673002 filipposalerno@trapaniweb.it

Zone di produzione:  Comune di Paceco e parte del comune di Trapani (provincia di Trapani).

Classificazione: 

DOP = Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Descrizioni ed informazioni tratte da Slowfood, Qualivita, Agraria.org

I MIGLIORI PRODOTTI TIPICI ITALIANI

CASCIOTTA DI URBINO

DOP
Caciotta è il nome adoperato in tutta l'Italia centrale, con qualche propaggine nel Meridione, per designare la produzione casearia fatta dal c... toc

Fagiolina di Arsoli

SLOWFOOD
I fagioli sono arrivati in Italia nella prima metà del XVI secolo, grazie a Carlo V di Spagna, sovrano di un vastissimo impero tra Europa, Africa e A... toc

Macagn

SLOWFOOD
Il Macagn prende il nome dall’Alpe omonima, che si trova ai piedi del monte Rosa, a nord di Biella. Oggi si produce sulle montagne del Biellese ... toc