Pesche tardive di Leonforte

Caratteristiche e dettagli

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Siamo nella terra degli agrumi e dei mandorli, degli olivi e dei fichidindia, ma a Leonforte si coltivano pesche. Proprio qui, in questo strano paese poco più a nord di Enna, ogni anno, a giugno, si rinnova una piccola follia: i contadini, armati di sacchetti di carta pergamenata, chiudono a mano, una a una sull'albero, le pesche ancora verdi. Un lavoro certosino per soli uomini, che viene pagato a cottimo (in un giorno i più veloci ne insacchettano più di 2000).
Le pesche di Leonforte maturano a settembre, ottobre, addirittura a novembre. Chiuse nei loro pacchettini sono protette dai parassiti e dal vento e possono rimanere fino all'ultimo sull'albero per essere raccolte solo quando sono perfettamente mature. La coltivazione è laboriosa e delicatissima: dall'insacchettatura alla raccolta, quando i frutti sono staccati con una lieve rotazione del picciolo (guai a strapparli).
Mentre nel resto dell'Italia le vecchie pesche sono state soppiantate già all'inizio del Novecento dall'introduzione massiccia di novità americane e, ormai, ogni annata ha le sue “pesche di moda” - sempre più grandi, gialle e belle, ma sempre più insapori - a Leonforte sopravvivono tante antiche varietà locali. E se le arance - anche quelle pregiate e un tempo apprezzate nel mondo, come la Bionda e la Belladonna - rimangono sugli alberi perché sul mercato non valgono più nulla, i pescheti sono la nuova speranza del paese.
Queste pesche assolutamente sane (il sacchetto permette di evitare qualsiasi trattamento con antiparassitari sulle piante), buone e sconosciute al di fuori dei confini siciliani, potrebbero diventare una risorsa importante per la rinascita di una cittadina che, quattro o cinque secoli fa, è stata uno dei centri più dinamici della Sicilia: per questo è nato il Presidio.

I frutti non sono molto appariscenti; maturando tardi e nel sacchetto, diventano al massimo giallo intenso con leggere striature rosse, ma sono sempre profumatissimi, con una polpa gialla, soda, dolce e un gusto particolare, che ricorda vagamente la canditura.
Ottime da tavola, le pesche di Leonforte, grazie all'intensa aromaticità, sono straordinarie sciroppate oppure trasformate in succhi e marmellate.

Presidio sostenuto da
Regione Siciliana Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste
Responsabili del Presidio
Pippo Privitera, tel. 335 8455507 - pippopri@tin.it
Salvatore Manna, tel. 0935 904655 - 328 4206055 - soat48@regione.sicilia.it

Zone di produzione:  Comuni di Leonforte, Assoro, Nissoria, Enna, Calascibetta (provincia di Enna).

Classificazione: 

DOP = Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Descrizioni ed informazioni tratte da Slowfood, Qualivita, Agraria.org

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