Vecchie varietà di mele piemontesi

Caratteristiche e dettagli

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La melicoltura piemontese ha una storia antica e gloriosa, iniziata addirittura nell’Alto Medioevo, quando gli ordini monastici coltivano e migliorano le varietà sopravvissute alle invasioni barbariche. Nel Settecento, grazie ai contadini che varcano le Alpi in cerca di lavoro, arrivano dalla Francia nuovi innesti e nuove tecniche colturali. Ancora all’inizio del Novecento il Piemonte possiede migliaia di varietà, ma lo sviluppo dell’agricoltura industriale fa una crudele selezione. Il mercato, infatti, preferisce le varietà straniere: più grandi, più belle e più adatte alle tecniche moderne. Ma non tutto è perduto. Proprio nelle aree marginali (ad esempio nelle valli pedemontane) sono sopravvissute molte vecchie varietà. Alcune di queste possono avere un futuro, non soltanto nei “campi collezioni”: perché sono buone, aromatiche, rustiche e resistenti.
Il Presidio sta lavorando per riportare sul mercato otto varietà.
La Grigia di Torriana è tondeggiante, leggermente schiacciata, gialla, ruvida e rugginosa; la Buras è parente delle grigie, ma più simile alle renette; la Runsè è inconfondibile per il colore rosso vinoso e la buccia lucente; la Gamba Fina ha forma appiattita, colore rosso scuro e polpa bianca; la Magnana è piccola e rossa; la Dominici è grande, un po’ allungata, con la buccia gialla e leggermente ruvida e la polpa color crema; la Carla è piccola, irregolare, giallo-paglierino screziata di rosa; la Calvilla è la più aristocratica: bella, aromatica, profumata, ma molto delicata (delle 50 tipologie di Calville esistenti a fine Ottocento, ne sono sopravvissute sei: le migliori sono la Bianca e la Rossa d’Inverno).

Una caratteristica più o meno comune a tutte le vecchie varietà di mele (l’eccezione è la Carla, che va consumata fresca) è quella di conservarsi a lungo e di diventare più saporite e aromatiche con il passare del tempo. Alcune (la Grigia di Torriana e la Buras innanzitutto) sono particolarmente buone cotte al forno. Acidula, aromatica, fine e succosa, la Runsè è un’ottima mela da tavola. La Gamba Fina è delicata e dolce; la Magnana è una delle più buone, con la polpa dolce, acidula, soda e compatta; la Dominici è croccante, acidula, aromatica e profumata; la Carla è dolcissima e succosa; la Calvilla Bianca è fine, morbida, succosa e ha un sapore zuccherino-acidetto con una lieve punta di lampone (ottima nelle torte); la Calvilla Rossa è dolce acidula, croccante e molto saporita.

Presidio sostenuto da
Provincia di Torino
Responsabili del Presidio
Franco Turaglio, tel. 329 4151775 - info@lanicchia.net
Dario Martina, tel. 0121 541010 - 55620 - scuolamalva@tin.it

Zone di produzione:  Comuni di Bibiana, Pinerolo, Cavour, Bricherasio, Osasco (provincia di Torino); comuni di Verzuolo, Piasco, Caraglio (provincia di Cuneo).

Classificazione: 

DOP = Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Descrizioni ed informazioni tratte da Slowfood, Qualivita, Agraria.org

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