SARDEGNA

I MIGLIORI VINI

La Sardegna è un'isola dalla splendida produzione enologica. In questa regione, la viticoltura costituisce un ottimo incrocio di modernità e tradizione. Quest'ultima è stata notevolmente influenzatanel corso dei secoli dalle invasioni subite dall'isola.
Sono sempre più numerosi i produttori che, in tempi recenti, hanno scelto di concentrare la loro attività sui vitigni indigeni e desueti vitigni antichi sardi, tra i quali si contano Cannonau, Semidano, Moscato, Monica, Vermentino, Nasco, Nuragus e la Vernaccia di Oristano.
Attualmente la Sardegna produce numerosi vini di elevata qualità, apprezzati per le loro tipiche caratteristiche organolettiche. Si tratta generalmente di vini di buon corpo, freschi ed aromatici.
La superficie vitata ha subito una notevolissima contrazione negli ultimi 10-15 anni, attestandosi attualmente sui 39.450 ettari. Buona parte della produzione di qualità medio o medio-alta, valutata in circa 400.000 ettolitri, viene venduta fuori dall'isola sui mercati nazionali ed esteri. Per quanto riguarda la tipologia di prodotto, la produzione regionale dei vini rossi ammonta a circa il 55% del totale ed il restante 45% sono vini bianchi dato che la produzione di vini rosati è inconsistente. La produzione è marcatamente orientata verso i vini di qualità in bottiglia ed il consumo di vino sfuso è in forte calo.
Secondo i dati riportati dalle Camere di Commercio di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari, la produzione attuale di vini DOCG ammonta al 3,02%, quella dei vini DOC al 17,42%, quella degli IGT al 2,97% col restante 76,59% vini da tavola.

Nella DOC ALGHERO si fanno sia il VERMENTINO che il CANNONAU. In questa zona c'è un
grosso produttore di riferimento, Sella & Mosca.
A nord di Alghero c'è la DOC MOSCATO DI SORSO E SENNORI con MOSCATO BIANCO. Qui
c'è una realtà particolare costituita dalle Cantine Sociali che sono state tra le prime cooperative a rivolgersi
ad enologi famosi per migliorare le proprie produzioni (es: Terre Brune, Turriga) e assemblare uve autoctone
con vitigni internazionali.
A sud-ovest si trova la DOC CARIGNANO DEL SULCIS dove si fa vino rosso con il vitigno
CARIGNANO che in Italia si trova solamente in Sardegna (mentre è anche in Corsica e nel Penedès).
In abbinamento alla particolarità del Carignano ci sono anche altri vitigni locali come il BOVALE SARDO
(localmente BOVALEDDU).
Altra DOC dove si produce un vino liquoroso simile al Porto è la GIRO' DI CAGLIARI con vitigno
GIRO' nelle provincie di Cagliari e Oristano.
Il vitigno forse più diffuso nell'isola è il NURAGUS che dà il nome alla DOC NURAGUS DI
CAGLIARI e dà vita ad un bianco abbastanza nella media, così come il NASCO dal quale si ottiene un
bianco secco nella DOC NASCO DI CAGLIARI.
Abbastanza conosciuta è la VERNACCIA DI ORISTANO, una DOC il cui vitigno omonimo viene
lavorato in maniera da conferire al vino determinati sentori ossidati. Questo vino è caldo di alcol e di non
facile abbinamento ma trova la giusta accoppiata con le seadas, un dolce tipico fatto di sfoglia ripiena di
formaggio veretta e riscoperta di miele leggermente amaro (es: acacia).
In provincia di Nuoro c'è una DOC interna che prevede l'uso di vitigni autoctoni come BOVALE
SARDO, CANNONAU e MONICA. Si tratta della MANDROLISAU.
Un vino interessante ma assolutamente difficile da reperire è la MALVASIA DI BOSA ottenuto da MALVASIA DI SARDEGNA, alcolico e di intensa carica olfattiva, da abbinare con successo ai crostacei.

DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita
DOC = Denominazione di Origine Controllata
IGT = Indicazione Geografica Tipica
DOP
= Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Le DOC

  • line_weight ALGHERO / SARDEGNA ALGHERO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight ARBOREA / SARDEGNA ARBOREA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CAMPIDANO DI TERRALBA/TERRALBA/SARDEGNA TERRALBA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CANNONAU DI SARDEGNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight CARIGNANO DEL SULCIS
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight GIRO’ DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MALVASIA DI BOSA / SARDEGNA MALVASIA DI BOSA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MANDROLISAI / SARDEGNA MANDROLISAI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MALVASIA DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MONICA DI CAGLIARI / SARDEGNA MONICA DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MONICA DI SARDEGNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI CAGLIARI / SARDEGNA MOSCATO DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VERNACCIA DI ORISTANO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VERMENTINO DI SARDEGNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SARDEGNA SEMIDANO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight NURAGUS DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight NASCO DI CAGLIARI/SARDEGNA NASCO DI CAGLIARI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI SORSO-SENNORI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MOSCATO DI SARDEGNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VERMENTINO DI GALLURA
    Zone: Tutto il territorio dei comuni di: San Teodoro (NU), Budoni (NU), Aggius (SS), Aglientu (SS), Arzachena (SS), Badesi (SS), Berchidda (SS), Bortigiadas (SS), Calangianus (SS), Golfo Aranci (SS), Loiri Porto San Paolo (SS), Luogosanto (SS), Luras (SS), Monti (SS), Olbia (SS), Oschiri (SS), Palau (SS), San Francesco d’Aglientu (SS), Sant’Antonio di Gallura (SS), Santa Teresa Gallura (SS), Telti (SS), Tempio Pausania (SS), Trinita’ d’Agultu e Vignola (SS), Viddalba (SS).
    Produzione: Vermentino 95-100%, altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Sassari 0-5%
  • line_weight VERMENTINO DI GALLURA Bianco Superiore
    Zone: Tutto il territorio dei comuni di: San Teodoro (NU), Budoni (NU), Aggius (SS), Aglientu (SS), Arzachena (SS), Badesi (SS), Berchidda (SS), Bortigiadas (SS), Calangianus (SS), Golfo Aranci (SS), Loiri Porto San Paolo (SS), Luogosanto (SS), Luras (SS), Monti (SS), Olbia (SS), Oschiri (SS), Palau (SS), San Francesco d’Aglientu (SS), Sant’Antonio di Gallura (SS), Santa Teresa Gallura (SS), Telti (SS), Tempio Pausania (SS), Trinita’ d’Agultu e Vignola (SS), Viddalba (SS).
    Produzione: Vermentino 95-100%, altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Sassari 0-5%

L'Esperto consiglia

Pompìa

L’albero sembra un arancio, ma i rami sono molto spinosi. I frutti sono stranissimi, grandi come e più di un pompelmo - possono pesare anche 700 grammi - di colore giallo intenso e con la buccia spessa, granulosa, anzi si può dire bitorzoluta, costoluta. Si direbbe il risultato di un qualche esperimento di biogenetica mal riuscito. Invece no: la pompìa esiste già da oltre due secoli, cresce solo in Sardegna, in un’area della Baronia che gravita intorno al comune di Siniscola. Cresce spontanea nelle macchie e negli agrumeti ed è arrivata sino a oggi perché è la materia prima fondamentale di alcuni dolci tradizionali di Siniscola. Della pompìa si usa solo la scorza per fare liquori, oppure la parte bianca sotto la scorza per fare le aranzate e una specie di canditi casalinghi: la polpa, e quindi il succo, sono troppo acidi, molto di più del limone. Impensabile quindi il consumo fresco, a spicchi, o sotto forma di spremute. Le sue origini sono misteriose: da alcuni è ritenuta un cedro ma molti caratteri, sia dell’albero che del frutto, non corrispondono alla specie. Molto probabilmente è un ibrido naturale sviluppatosi da incroci tra agrumi locali. Il territorio di Siniscola è parte dell’area agrumicola sarda che va da Budoni a Orosei, dove nei secoli sono state coltivate moltissime varietà di cedro, arancio e limone. E’proprio tra i testi di appassionati di agronomia e botanica del Settecento, in particolare in un saggio sulla biodiversità vegetale e animale della Sardegna di Andrea Manca dell’Arca, pubblicato nel 1780, che si trova la prima citazione della pompìa. Più o meno negli stessi anni, nel 1760, una statistica redatta per ordine del Viceré registra alcune coltivazioni di pompìa a Milis, nell’Oristanese. Oggi gli alberi di pompìa crescono sporadicamente qua e là nelle campagne della Baronia. Gli agricoltori della zona hanno alcuni alberi soprattutto per il consumo famigliare, solo due di loro coltivano veri e propri agrumeti e vendono le pompìe alle poche pasticcerie e ai ristoranti di Siniscola che producono dolci tradizionali. Il comune di Siniscola ha avviato di recente un campo sperimentale di 500 alberi. Tutte le coltivazioni sono assolutamente naturali: l’albero di pompìa è molto rustico e resistente, raramente si ammala. La raccolta è manuale e avviene a partire dalla metà di novembre fino a gennaio. Il Presidio ha riunito i coltivatori, i pasticceri e i ristoranti di Siniscola: l’obiettivo è far conoscere questo agrume singolare anche al di fuori del ristretto mercato locale e fare ricerca per individuare nuove possibilità di trasformazione e impiego dei frutti.

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