CALABRIA

I MIGLIORI VINI

In Calabria la vite e il vino dovrebbero esistere dai tempi degli Antichi Greci che chiamarono la regione con il nome di Enotria, "Terra del vino".
I vitigni più importanti sono il GAGLIOPPO, il quale marca la produzione rossa di quasi tutta la regione, ed il GRECO per quel che riguarda i vini bianchi.

La DOC più conosciuta è la CIRÒ, con bianchi, rosati e rossi fatti rispettivamente con GRECO e GAGLIOPPO. I metodi di vinificazione del rosso sono antichi e tradizionali e danno vini dall'aspetto maturo a causa dell'uso di uva bianca nella vinificazione in rosso. Sulla strada della qualità e di tecniche più moderne cominciano ad esserci alcuni produttori, ad esempio Librandi con il Gravello ottenuto da uve GAGLIOPPO e CABERNET SAUVIGNON.

Un'altra DOC di un certo interesse è la GRECO DI BIANCO a sud di Locri dove si produce un vino dolce. La tecnica tradizionale richiedeva un doppio appassimento, il primo in pianta e il secondo sugli scogli in riva al mare con l'acqua marina che disidratava l'acino e dava una forte concentrazione zuccherina.Esistono altri vini dolci passiti fatti con vitigno MANTONICO o MONTONICO BIANCO (Librandi produce il Le Passule passato in barrique, Vintripodi imbottiglia nella pulcianella il Locride). Sono vini da meditazione o da abbinare a pasticceria secca.

Altre DOC interessanti come DONNICI e LAMEZIA sono enfatizzazioni del territorio e danno prodotti di beva comune.

DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita
DOC = Denominazione di Origine Controllata
IGT = Indicazione Geografica Tipica
DOP
= Denominazione di origine Protetta
IGP = Indicazione Geografica Protetta
STG = Specialità Tradizionale Garantita

Le DOC

  • line_weight CIRO'
    Zone: Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Melissa
    Produzione:
  • line_weight DONNICI Bianco
    Zone: Comuni di Aprigliano, Cellara, Cosenza, Dipignano, Figline Vegliaturo, Mangone, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, tutti in provincia di Cosenza
    Produzione: Montonico Bianco (loc.Mantonico) min.50%, Greco Bianco e/o Malvasia bianca e/O Pecorello bianco max 30%, altri vitigni ammessi max 20%
  • line_weight DONNICI Rosato
    Zone: Comuni di Aprigliano, Cellara, Cosenza, Dipignano, Figline Vegliaturo, Mangone, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, tutti in provincia di Cosenza
    Produzione: Gaglioppo (loc. Magliocco o Mantonico Nero) min 50%, Greco nero min 10%, Malvasia bianca e/o Montonico bianco e/o Pecorello Bianco e/o Greco bianco max 10%, altri vitigni ammessi a bacca bianca max 10%, a bacca nera ammessi max 20%
  • line_weight DONNICI Rosso Riserva
    Zone: Comuni di Aprigliano, Cellara, Cosenza, Dipignano, Figline Vegliaturo, Mangone, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, tutti in provincia di Cosenza
    Produzione: Gaglioppo (loc. Magliocco o Mantonico Nero) min 50%, Greco nero min 10%, Malvasia bianca e/o Montonico bianco e/o Pecorello Bianco e/o Greco bianco max 10%, altri vitigni ammessi a bacca bianca max 10%, a bacca nera ammessi max 20%
  • line_weight BIVONGI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight GRECO DI BIANCO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight LAMEZIA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight MELISSA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight POLLINO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SAN VITO DI LUZZI
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SAVUTO
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight SCAVIGNA
    Zone:
    Produzione:
  • line_weight VERBICARO
    Zone:
    Produzione:

L'Esperto consiglia

Moscato di Saracena

Già nel Cinquecento i barili di Moscato di Saracena erano imbarcati a Scalea per essere consegnati alla corte papale. Sulla tavola di papa Pio IV il Moscato di Saracena non mancava mai e Guglielmo Sirleto, il cardinale calabrese Prefetto della Biblioteca Vaticana, ne era particolarmente ghiotto. Anche in tempi più recenti si trovano riferimenti precisi a questo vino in due resoconti del Grand Tour. Lo cita Norman Douglas nel 1915 nel suo libro “Old Calabria” dove scrive “..sorge il prosperoso paese di Saracena, famoso fin dai secoli passati per il suo moscato. Lo si ottiene dall’uva portata dai saraceni da Maskat”. Ma anche George Gissing in “By the Jonian sea” del 1901 ricorda ”.. come cosa in pieno degna dell’antica Sibari un vino bianco, gradevole al palato, chiamato moscato di Saracena”. Il Moscato di Saracena si produce vinificando uve guarnaccia, malvasia, odoacra e moscatello (un vitigno locale che non è mai stato censito: non è né moscato di Alessandria, né moscato di Amburgo, e solo a Saracena la coltivazione raggiunge buoni livelli qualitativi). Le percentuali tra le diverse uve possono variare sensibilmente, ma in genere guarnaccia e malvasia sono prevalenti e viene aggiunta solo una piccola quantità di odoacra, un vitigno molto profumato e aromatico. Il moscatello, raccolto al giusto punto di maturazione, è appeso su graticci ombreggiati per 15, 20 giorni, per concentrarne, attraverso l'appassimento, zuccheri e aromi. Gli acini disidratati subiscono successivamente un'attenta selezione manuale (normalmente si tratta di un lavoro femminile), seguita da una delicata pressatura. Dopo la vendemmia, guarnaccia, malvasia e odoacra invece sono pigiate e il mosto ottenuto è sottoposto a bollitura per ottenere una riduzione di circa un terzo del totale: questo procedimento determina un aumento del grado zuccherino e quindi del grado alcolometrico. I due mosti sono assemblati e iniziano un percorso fermentativo naturale in botti di legno. Dopo un paio di settimane circa, si procede al primo travaso al quale ne seguono altri due, fino ad arrivare all’imbottigliamento, dopo circa sei, sette mesi. Il risultato è un vino dal lucente color ambra, intensamente profumato: alle note resinose e aromatiche si uniscono aristocratici sentori di fichi secchi, frutta esotica, mandorle e miele. Al palato mantiene eleganza e finezza, discreta persistenza, buon equilibrio e una piacevole nota amarognola. Il Moscato di Saracena dà il meglio bevuto i due anni di età, mentre non è adatto a un invecchiamento prolungato. Il Presidio coinvolge alcuni produttori riuniti nell’associazione “Moscato di Saracena”, ma i potenziali produttori sono molti di più: la maggior parte produce solo per l’autoconsumo. L’obiettivo è il miglioramento della qualità complessiva della produzione locale. Si sta sperimentando anche un aumento della percentuale di uve moscato di Saracena e sono iniziate le ricerche sul moscatello locale per arrivare a una registrazione del vitigno.

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prodotti tipici di questa regione
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